Melù o potassolo

È un pesce di taglia media con corpo allungato e compresso ai lati. La testa  è stretta ed appuntita, con bocca ampia e mandibola sporgente. L’occhio è grande e circolare. Pesce bianco appartenente alla stessa famiglia del merlano e del merluzzetto, si distingue per le tre pinne dorsali nettamente separate tra loro, le anali sono invece  contigue ma la prima è più estesa della posteriore

Melù o potassolo

Nome scientifico: Micromesistius poutassou

MORFOLOGIA: È un pesce di taglia media con corpo allungato e compresso ai lati. La testa  è stretta ed appuntita, con bocca ampia e mandibola sporgente. L’occhio è grande e circolare. Pesce bianco appartenente alla stessa famiglia del merlano e del merluzzetto, si distingue per le tre pinne dorsali nettamente separate tra loro, le anali sono invece  contigue ma la prima è più estesa della posteriore. La colorazione è grigio acciaio sul dorso, argentea lungo i fianchi e bianca sul ventre e le pinne  sono grigie. La taglia media  è 25 cm. La lunghezza massima  raggiunta è 50 cm.

CARATTERISTICHE ECOLOGICHE:  Specie comune nel Mar Mediterraneo, Mare del Nord  e Oceano Atlantico settentrionale. Si spinge  a profondità elevate, vive tra 100 e 900 m su fondali sabbiosi e fangosi. Si pesca con reti  a strascico e pelagiche, palangari di profondità.

TIPOLOGIE  COMMERCIALI/UTILIZZO IN CUCINA: È commercializzato fresco,  sia intero sia a filetti. Le carni sono di sapore delicato anche se un po’ molli, la sua importanza commerciale varia a seconda delle regioni. Buono in umido o fritto. Ottimo sostituto del merluzzo.

CARATTERISTICHE NUTRIZIONALI: Ha un elevato valore  nutrizionale per l’apporto proteico, vitaminico e di sali minerali. In 100 g di parte edibile di melù ci sono 17,4 g di proteine, 0,6 di carboidrati e 0,4 g di grassi. Contiene buone quantità di vitamine e di sali minerali (sodio, potassio, ferro,  fosforo e vitamina PP). Tra gli acidi  grassi saturi  il più rappresentativo è l’acido palmitico con il 20-23 % .

Tra i monoinsaturi l’acido oleico è quello ritrovato in concentrazioni maggiori con il 16,86%. Infine tra gli acidi grassi polinsaturi quelli maggiormente presenti sono EPA e DHA con il 8,37% e il 23,6% rispettivamente. Il rapporto w6/w3 è di 1 a 15.

Scheda realizzata con la preziosa collaborazione tecnica scientifica dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” (sede di Termoli). Ne è vietata la riproduzione anche solo parziale.